Conoscere e osservare la Luna

Sicuramente uno dei modi più affascinanti per iniziare a osservare il cielo è quello di guardare la Luna.

er iniziare a conoscere  e a studiare questo oggetto celeste senza mezzi impegnativi e costosi può essere quello di un binocolo di dimensioni anche modeste che ci permettono di  rivelare la sua vera bellezza, mostrando più in dettaglio i particolari più grandi le terre scure chiamate Mari e le terre più chiare o altopiani chiamate Terre, quest’ultime composte da una quantità innumerevole di crateri, che si rivelano stupendi se osservati con un telescopio a medio ingrandimento. L’ albedo dei mari lunari è compresa fra 0,05 e 0,1 (questo significa che la frazione di luce solare riflessa da questi terreni è compresa tra il 5 e il 10%) mentre quella della terra rispetto ai mari è più elevata , infatti oscilla fra 0,12 e 0,18. La maggiore albedo della terra rispetto ai mari è dovuta al più alto contenuto in alluminio e alla scarsità di ferro delle rocce che le compongono.

Aumentando progressivamente con il passare del tempo il livello di conoscenze ed esperienza, l’astronomo non professionista (denominato Astrofilo) potrà poi dedicarsi alla fotografia della Luna, all’osservazione ed allo studio dei fenomeni più importanti che la riguardano come le eclissi, ed infine con l’ausilio di strumentazioni e tecniche più avanzate si potrà cimentare nella ricerca scientifica vera e propria, dove i campi di lavoro a disposizione sono innumerevoli. 

Le terre coprono l’83,1 % della superficie lunare e sono completamente saturate da crateri da impatto. Queste formazioni costituiscono la parte più antica della crosta lunare.

photo da Lunar Global Explorer

La saturazione craterica implica che la formazione di un nuovo cratere deve cancellare, almeno parzialmente, un cratere preesistente. il livello medio degli altopiani è più elevato di circa 2000 metri rispetto a quello dei mari: ciò non è imputabile a un fatto semplicemente geografico o morfologico, ma alla minore densità del materiale che costituisce la crosta degli altopiani. Le differenze altimetriche sono quindi dovute alla compensazione di queste disomogeneità . Sugli altopiani è anche presente tutta una serie di altre caratteristiche, come le scarpate, le catene montuose, le serie di solchi e di fratture allineate.

Origine della Luna

Ma se questo è quello che vediamo noi oggi con i nostri occhi, viene da chiederci come ha avuto origine la Luna, o forse sarebbe meglio precisare come ha avuto origine il sistema Terra – Luna. Infatti è stata ormai confermata un’idea formulata circa 45 di anni fa secondo la quale la Luna e la Terra che noi vediamo, non sono altro che il risultato di una enorme collisione avvenuta durante la formazione del sistema solare.

L’idea nasce da uno studio sull’aggregazione di pianeti da innumerevoli corpi simili ad asteroidi chiamati planetesimi. Gran parte di questo lavoro è stato introdotto da un astrofisico russo di nome VS Safronov . William Hartmann esguì calcoli del tasso di crescita di corpi nelle vicinanze della Terra, mentre la Terra stessa stava crescendo. Proprio come la cintura di asteroidi oggi ha un asteroide più grande (Cerere) con un diametro di 1000 km e diversi corpi più piccoli nell’intervallo di diametro 300-500 km, la regione dell’orbita terrestre avrebbe avuto diversi corpi fino a circa la metà delle dimensioni della Terra in crescita. L’ idea era che nel caso della Terra (ma non degli altri pianeti) ci fosse stato un impatto tardivo, e nella stessa direzione rispetto alla rotazione terrestre, e che un materiale abbondante venisse espulso per creare una luna. Dopo aver presentato la teoria per la prima volta nel 1974 a una conferenza sui satelliti, il ricercatore di Harvard AGW Cameron è salito a dire che anche lui e William Ward stavano lavorando alla stessa idea, ma arrivando ad essa da una motivazione diversa – lo studio del movimento angolare del sistema – e che avevano concluso che il corpo impattante doveva avere all’incirca le dimensioni di Marte (un terzo o metà delle dimensioni della Terra). Simulazioni fatte al computer hanno dimostrato che impatti di questo tipo sono frequenti e che questi causano un gran quantità di detriti provenienti sia dall’ impattatore che dall’impattato (circa 20%).

Rimangono però ancora diverse cose da capire sulla formazione della luna, una di queste è che la luna ha la sua conformazione simile a quella della terra, e da studi condotti su campioni lunari si è visto che che gli isotopi radioattivi di due degli elementi chimici più abbondanti e cioè il silicio e l’ossigeno , sono simili. La domanda che ci si pone dunque è la seguente: due corpi che si scontrano da spazi così lontani uno dall’altro, dovrebbero avere composizioni diverse. E allora ecco che i conti non tornano. Quindi rimangono ancora conoscenze incompiute per mettere la parola fine sull’origine del nostro satellite.

Fine prima parte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *