Il Progetto Neorocks

L’astronomo Fabrizio Bernardi, nel corso del Meeting UAI Sezione Asteroidi di quest’anno, (che potete visualizzare qui) aveva lanciato un progetto denominato NEOROCKS, ora cercheremo di approfondire questo discorso con lo stesso Fabrizio. Come gli astrofili possono dare il loro contributo al progetto ? “Il progetto NEOROCKS è stato finanziato dall’Unione Europea per migliorare la conoscenza degli asteroidi potenzialmente pericolosi per la terra, cioè migliorare la conoscenza fisica degli asteroidi, quindi la caratterizzazione fisica attraverso spettroscopia, polarimetria, fotometria, curve di luce, questo chiaramente ha delle conseguenze sulle eventuali possibili azioni di mitigazione nel caso ci sia uno di questi asteroidi in rotta di collisione con la terra, cioè capire bene come agire e quale strategia usare. Inoltre con questo progetto si cercherà di migliorare tutto quello che va dalla scoperta, miglioramento dell’orbita fino alla caratterizzazione fisica. Se pensiamo ai NEO che vengono scoperti, vediamo che sono visibili solo per poco tempo e poi possono passare anni o anche decenni prima che ci sia un’altra opportunità simile e non è infrequente che il prossimo incontro ravvicinato con la Terra sia proprio quello con una certa probabilità di impatto. Riuscire a migliorare il processo dalla scoperta alla caratterizzazione fisica, riuscire a rendere più efficiente il sistema in modo da migliorare la conoscenza è molto importante”. “In questa fase di sviluppo” continua Bernardi “sarebbe importante avere un riscontro dalla comunità sia professionale che amatoriale per cercare di dare gli strumenti che possono essere utili.”

Il progetto è partito da Gennaio 2020 e avrà una durata di 30 mesi, fino a giugno 2022. Ne fanno parte 14 tra istituti e aziende. A coordinare il progetto c’è l’INAF  inoltre ne fanno parte l’ASI, l’Università di Padova, l’Osservatorio di Parigi, l’Osservatorio della Costa Azzurra, l’Università di Amburgo e tanti altri oltre che a NeoDys.

Questo progetto servirà in un futuro per strutturare un servizio che verrà portato avanti dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che si occuperà più della ricerca scientifica di quella che è NeoDys che si occupa di ricerca della dinamica spaziale.

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