News dalla cometa C/2019 Y4

In un nostro precedente articolo qui vi avevamo parlato della cometa e delle nostre aspettative nel riuscire a vederla a occhio nudo verso la fine di Maggio. Naturalmente il fascino nello scrutare il cielo è anche quello che può succedere di tutto quando meno te lo aspetti, ma andiamo per ordine. La cometa è stata monitorata da diversi astrofili del gruppo CARA Projet oltre che da altri osservatori proprio per l’interesse che questo nostro astro comportava. Propio in queste assidue osservazioni si è potuto vedere in tempo reale notte dopo notte che la cometa si stava disgregando.

Photo G.Favero -M. Facchini

Sia la forma che la sua luminosità nella chioma e nella coda, sia le misure fotometriche, sera dopo sera non ci hanno lascito più margini di incertezza, la cometa si è disgregata (come è possibile vedere anche dalle immagini sopra). Ad oggi la C/2019 Y4 è ancora in fase di calo anche se continua ancora ad emettere materiale segno che il nucleo sta mantenendo per ora una sua consistenza. Sappiamo ormai però che la sua vita sarà breve, come possiamo vedere dal grafico sottostante che riporta il calo repentino i luminosità. A questo punto però vogliamo fare una piccola considerazione, sappiamo che le comete quando si disgregano aumentano notevolmente la luminosità e allora quando si è frammentata?. Probabilmente molto prima di quanto noi abbiamo dedotto, (analizzando sempre il grafico sottostante), ma questa ricerca della risposta la lasciamo agli astronomi professionisti che sicuramente con strumentazioni più professionali saranno in grado di dare risposte esaurienti.


L’andamento della misura Af[rho], correlata alla emissione di polveri dal nucleo, mostra inequivocabilmente un netto crollo dei valori. E’ ben visibile, nella fase ascendente, una piccola temporanea diminuzione che già aveva spezzato la salita.

Una cometa da qui ci aspettavamo molto, ma che ugualmente ci ha dato molte soddisfazioni tenendoci impegnati per diverse settimane.

Foto M. Facchini G. Favero
Foto M. Facchini G. Favero

Per ulteriori approfondimenti potete leggere l’articolo della Sezione Comete dell’UAI

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